Premio “Iris di Firenze 2013”

Ecco i vincitori del premio di poesia Iris di Firenze

Arrivano da Treviso, Bologna e Prato i vincitori della nona edizione del premio nazionale di poesia ‘Iris di Firenze’, organizzato dal circolo Baragli in ricordo del dirigente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti Silvano Dani.

Luciana Moretto con “A Goreme” s’è aggiudicata la palma d’oro. Medaglia d’argento ad Alda Cicognani con la sua “Per incantare”. Terza la pratese Tiziana Monari, che ha emozionato tutti con “Crepuscolo (poesia per una bambina mai nata). Tra i segnalati, i fiorentini Giovanni Baldini, Osvaldo Brugnetti, Gaia Ortino Moreschini.

La premiazione s’è svolta nella Sala delle Miniature di Palazzo Vecchio alla presenza, tra gli altri, del presidente del Baragli Giancarlo Guerri e del professor Marco Marchi, presidente della giuria che in questi mesi ha analizzato cinquecento poesie arrivate da tutt’Italia.

Il concorso è organizzato col patrocinio della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Firenze, oltre che della presidenza nazionale Uici.

 
Elenco segnalati Premio “Iris di Firenze” 2013
 
1-   Giovanni Baldini (Firenze) con “Camera con donna e canzonetta”
2-   Pasquale Balestriere (Napoli) con “Carme coniugale”
3-   Osvaldo Brugnetti (Firenze) con “La clessidra”
4-   Giovanni Caso (Salerno) con “Età dei fragili coralli”
5-   Attilio Giannoni (Novara) con “I capelli”
6-   Antonio Giordano (Palermo) con “Il mondo di Arlecchino”
7-   Gaia Ortino Moreschini (Firenze) con “Lumeggia”
8-   Angela Pagnanelli (Prato) con “Prova di laboratorio”
9-   Marco Paone (Catanzaro) con “Alba serale”
10-  Giuseppe Piccolo (Milano) con “Era d’agosto quando sfuggimmo alle sfingi”
11-  Marco Rovaris (Bergamo) con “Anatolia ‘44”
12-  Angelo Taioli (Pavia) con “Nel debito di tempo”
13-  Andrea Venzi (Bologna) con “Armonie”
 
PODIO
Prima classificata
Luciana Moretto (Treviso) con “A Goreme”
 
Seconda classificata
Alda Cicognani (Bologna) con “Per incantare”
 
Terza classificata
Tiziana Monari (Prato) con “Crepuscolo (poesia per una bambina mai nata)”
 

Motivazioni Iris 2013

I premio: A GoremeLuciana Moretto di Treviso

Luciana Moretto ambienta i versi della sua poesia A Goreme in un paesaggio della Cappadocia oltremodo suggestivo, già scenario per mitiche ambientazioni cinematografiche in Medea di Pasolini. Anche il ricordo di viaggio della Moretto assume subito valenza mitico-simbolica, rimandando all’insegna della condizione umana, dell’espiazione e della penitenza, a scenari danteschi. Su questa base sentimentale che è già cultura prende efficacemente forma in questa lirica la somiglianza dell’«umana mente», in nome di impervi percorsi interroganti tra oscurità e sprazzi luminosi di possibile accertamento e consolazione. Ne riesce un componimento singolarmente risolto, perfettamente bilanciato nelle sue immagini e nella sua musica.

 

II premio: Per incantareAlda Cicognani di Bologna

Sensitivamente e diremmo per via di sinestetica fascinazione, la ricetta in versi di Alda Cicognani intitolata Per incantare raggiunge compiutamente l’implicito dedicatario del testo e il lettore ideale cui si rivolge nel coniugare la ferialità di gesti domestici con la riflessione sul mondo: il dentro e il fuori, il presente e la memoria, i sapori e i rumori, in una disinvolta, sciolta e ben calibrata alternanza di sensazioni evocate e sensazioni provate, insorgenze memoriali e immaginazione. Il tutto fissato e più ancora gustato in scrittura,  secondo l’ispirativa dedica amorosa che rende affabile e insieme molto intensa la rappresentazione di un dono.

 

III premio: Crepuscolo (poesia ad una bambina mai nata), Tiziana Monari di Prato

Tiziana Monari ha affidato ai versi di Crepuscolo i lineamenti di un sogno accarezzato e protratto bruscamente interrotto da quello che Leopardi avrebbe chiamato l’«apparir del vero». Speranze lungamente nutrite e inesorabili ribaltamenti, da dura consapevolezza, che l’invenzione e la scrittura poetica della Monari restituiscono attraverso particolari corporei e perfino genetici cui anche la ripresa anaforica della seconda strofe proficuamente partecipa. Con analoga efficacia e con analogo ricorso espressivo a questo coerente, originale strumentario un nuovo indicatore temporale introduce, inesorabile, al mutamento di temperie. 

 

Prima Classificata

A GOREME

Era l'intricata topografia

della città sotterranea, il sistema

audace di scivolosi cunicoli scavati

nel semibuio del tufo, il labirinto

che percorremmo in grave fila

come penitenti lungo le cornici

 

chiaramente simile alle volute

della mente, l'umana mente

che per meandri di cupezza si affanna

a ricercare chissà,

un'ansa soleggiata, un piovere

quieto di luce che un poco rassicuri

la schiera di cuori intirizziti

 

ecco perché si stava lì, in fondo

a un ingegnoso pozzo, a fissare smarriti

– come gli antichi sepolti vivi là dentro,

ombre evanescenti essi stessi –

la presa d'aria su in alto,

quella lama di luce così necessaria

per seguitare a vivere nel buio.

Luciana Moretto, Treviso

 

Seconda Classificata

Per incantare

C'è qualcosa da cui uscire – piano

ecco – lentamente come fagioli e piselli

dai rispettivi violati baccelli

per la ricca zuppa il rosmarino

il peperoncino il profumo un po'd'olio

il denso avvolgimento che cuce il velo

attorno ai legumi e alla pasta

che troverai come un tesoro in dono

 

Dal fuori il mondo che avvia

il suo vivere nel brusio mai scontato

ricordi quel sentiero che portava

fra il bosco in salita al lago

come una sorpresa scoccata

dalla fantasia di un sortilegio e sul lago

dentro al bar grandi panini

 

La vitalità delle nuvole di uccelli

si era in fondo alla piena stagione

non dimenticare mai niente

ogni sasso è una scoperta sul cammino

da inventare così come per me

in questa profumata cucina

per incantare il tuo cuore.

Alda Cicognani, Bologna

 

Terza Classificata

Crepuscolo (poesia ad una bambina mai nata)

E già ti vedevo sfogliAndo foto in posa

di riflesso negli specchi oltre le canne

bella in una comunione a mani giunte

timida col grembiule ed il fiocco rosa

le mollette nei capelli

sul banco a colorare cartoncini

 

e giò sentivo al cuore

l'amplesso di radici

ossature, ascendenze e somiglianze

i tuoi occhi verdi come foglia, le gote rosse per la corsa,

il miele dolce sulle labbra, la chiara meraviglia della vita.

 

Poi è rimasto solo il sillabare lento dell'inverno

ed io, come barca di carta alla deriva

immobile in un una stanza bianca

ilventre ricucito a fili d'erba, le suture in rilievo

il solco del sangue nelle ossa

 

svaniva il sogno di affidare al cielo un aquilone

il calabrone si era perso in cerchi d'oro

ed il cielo piangeva in coma la sua neve.

Tiziana Monari, Prato 

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