Notiziario UICI Firenze – Manifestazione di interesse per realizzazione di un Corso per speaker, attori e registi radiofonici

Care socie e cari soci,
siamo a chiedere di inviarci una preliminare manifestazione di interesse per l’eventuale futura realizzazione di un corso di formazione di speaker, attori e registi radiofonici. 
Vi chiediamo quindi di inviarci un messaggio di posta elettronica all’indirizzo uicfi@uici.it entro e non oltre il 15 maggio p.v.
Il corso verrà successivamente presentato in un incontro specifico presso il Circolo Ricreativo e Culturale “Gino Baragli” nel quale verranno illustrate le modalità operative.
Qui di seguito una breve presentazione dell’attiva prevista
HOMERUS-IMPARARE L’ARTE DI CREARE UN FILM A “OCCHI CHIUSI”
Homerus è un progetto che si rivolge a persone non vedenti o ipovedenti per acquisire nuove competenze in campo lavorativo.
Homerus vuole formare speaker, attori e registi radiofonici attraverso un percorso di studio sulla scrittura radiofonica, sull’uso del suono e della recitazione al microfono per trasformare le proprie emozioni interiori in un flusso sonoro capace di far sognare e trasportare chi ascolta in un mondo onirico che ognuno costruirà a proprio piacimento.
La radio si ascolta al buio, ad “occhi chiusi”, eppure quei suoni si trasformano in immagini visive.
E saranno in questo caso delle persone con problematiche visive a creare per persone normodotate un mondo che ogni ascoltatore riempirà del proprio mondo onirico e delle proprie immagini.
Durante il corso si ascolteranno vecchi radiodrammi e si studierà come si scrive un copione radiofonico che mette in campo una scrittura molto particolare per poi passare all’uso della voce al microfono, alla sua modulazione per dare forza alla interpretazione e all’uso delle musiche e delle ambientazioni sonore per sottolineare i vari passaggi narrativi…
Sarà un po’ come ascoltare un film a “occhi chiusi”.
I frequentanti acquisiranno non solo nuove competenze tecniche ma si troveranno a fare gruppo, a interagire con gli altri in uno scambio continuo di emozioni, dove tutti sono importanti per la buona riuscita del prodotto finale.
I vari tipi di disabilità, ipovedenti, non vedenti dalla nascita o divenuti in un secondo momento usufruiranno di tecniche diverse per l’immedesimazione e l’uso della voce: in alcuni sarà possibile rievocare immagini, in altri sensazioni come caldo/freddo o altre percezioni tattili che li aiutino nell’interpretazione di un personaggio per dare voce al loro mondo interiore.
In un mondo prettamente “visivo” come il nostro, dove l’immagine spesso la fa da padrona e conta più della sostanza, si vuole offrire la possibilità di ribaltare questo modello in un campo, come quello dell’arte, dove la disabilità conosce ancora tante limitazioni e lo si fa consentendo a persone non vedenti di acquisire quegli strumenti per diventare loro creatori di immagini per gli altri.
Homerus vuole essere un momento non solo di crescita individuale e di gruppo, ma anche un modello di acquisizione di nuove professionalità in campo lavorativo e nello specifico in campo artistico.
Per persone con problemi visivi il campo lavorativo è molto limitato ed è ancor più difficile se consideriamo le professioni artistiche se non in rari e isolati casi.
Tramite lo studio della radio e dei radiodrammi, con l’ascolto di vecchie trasmissioni, imparando a scrivere un copione radiofonico e a usare i suoni e a modulare la voce al microfono è possibile entrare in un universo onirico dove anche le persone non vedenti o ipovedenti possono trovare un modo di esprimersi artisticamente ed emozionalmente perché non conta in questi contesti l’immagine, ma le immagini oniriche o sensazioni oniriche che con i soli suoni e musiche si riesce a provocare in chi ascolta un radiodramma.
In un mondo prevalentemente “visivo” dove l’immagine la fa da padrona ecco riaffermare l’importanza della modulazione della voce per entrare in contatto profondo con gli altri
Gli occhi non sono più lo strumento principale di visione e interpretazione del mondo, ma sono le sensazioni prodotte dalla voce ora forte, ora roca, ora flebile, ora sussurrata a creare e interpretare il mondo che ci circonda e l’uso del microfono sapientemente usato diventa l’orecchio di chi ascolta in grado di amplificare la realtà stessa.
In una società dove la creazione artistica riservata a persone affette da disabilità è quasi nulla Homerus vuole creare un percorso in cui questo tipo di disabilità diventi quasi una marcia in più per comunicare con gli altri che ascoltano e nel contempo serva a percepire l’importanza del lavoro del gruppo intento a sviluppare un progetto comune dove tutti sono importanti per la sua realizzazione finale
In un mondo in cui la disabilità visiva porta quasi sempre a lavori quasi obbligati come centralinista o fisioterapista dove si lavora spesso in solitudine, questo corso vuole offrire un mezzo, un’idea, un progetto di valorizzazione artistica della stessa disabilità.
Quando si recita a un microfono l’attore normodotato cerca dentro di sé le sensazioni da rendere con l’intonazione della voce, con l’emissione della voce e il più delle volte chiude gli occhi per meglio concentrarsi e meglio ricordare una sensazione che lo aiuti a interpretare un personaggio. Per esprimere dolore magari ricorderà un fatto brutto della sua vita o magari un semplice mal di denti, ma comunque sempre un fatto interiore.
Homerus vuole aiutare le persone affette da disabilità visiva ad esprimere i propri sentimenti attraverso le parole dei personaggi che andranno ad interpretare fornendo loro i mezzi tecnici per riuscire a farlo: uso del microfono, modulazione della voce, uso dei suoni e rumori, ma nel contempo fornire un modello lavorativo innovativo per la categoria    
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